Romani 10:4 non insegna forse che Cristo ha posto fine ai Dieci Comandamenti?

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Questo testo è stato interpretato in vari modi. Alcuni ritengono che significhi che Gesù abbia posto fine alla legge morale. In altre parole, che abbia abolito i Dieci Comandamenti. Eppure sappiamo, sulla base di molti altri passi delle Scritture, che la legge è buona e va rispettata. Ad esempio, Paolo scrive: «La legge dunque è santa, e il comandamento è santo, giusto e buono» (Romani 7:12).

Un altro punto di vista è che Cristo sia il compimento della legge. Egli è venuto per completare la legge. «Non pensate che io sia venuto per abolire la Legge o i Profeti. Non sono venuto per abolire, ma per portare a compimento» (Matteo 5:17). In altre parole, Gesù ha dato un significato più ricco e profondo alla legge.

Ma cosa significa questo passo? In che modo Cristo è «la fine della legge per la giustizia di chiunque crede»? Come per altri passaggi difficili, è meglio esaminare il contesto nei versetti circostanti. L’apostolo Paolo sta rivolgendo un appello in Romani 10 ai suoi compagni ebrei. Egli desidera che essi siano salvati (v. 1). Il versetto 3 è particolarmente illuminante: «Essendo ignoranti della giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria giustizia, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio».

Il problema che molti ebrei dovevano affrontare era il loro vano tentativo di rendersi giusti osservando la legge. È invece attraverso la fede in Cristo che otteniamo la giustizia, non con i nostri sforzi. Lo scopo della legge è quello di indirizzarci a Gesù (Galati 3:24), non di essere un mezzo per la salvezza.

Le persone sono sempre tentate di «stabilire la propria giustizia» (ricordate l’offerta di Caino), e cosa potrebbe esserci di più allettante per farlo che cercare di osservare la legge di Dio esclusivamente con i nostri sforzi? Quando guardiamo a Cristo che è morto per noi, questo tipo di «uso della legge» cesserà perché è infruttuoso.