Le prime immagini dello spazio profondo scattate dal telescopio James Webb mettono in discussione la Bibbia?

Le prime immagini dello spazio profondo scattate dal telescopio James Webb mettono in discussione la Bibbia?

Nel 1996 nacquero i piani peril «telescopio spaziale di nuova generazione», il futuro successore del potente telescopio spaziale Hubble. Venticinque anni dopo, con un superamento del budget iniziale pari a 9 miliardi di dollari e dopo diversi ritardi imprevisti, tra cui la pandemia di COVID-19, quel sogno lontano è diventato realtà. Il 25 dicembre 2021, giorno di Natale, il telescopio spaziale James Webb è stato lanciato in orbita dallo spazioporto della Guyana francese.

Intitolato a James E. Webb, il secondo amministratore della NASA in assoluto, questo colosso ottico, “una collaborazione internazionale tra la NASA, l’ESA (l’Agenzia Spaziale Europea) e l’Agenzia Spaziale Canadese (CSA)”, è“il telescopio spaziale più potente di sempre”.

Dopo il lancio, Webb ha impiegato i successivi 29 giorni per percorrere – letteralmente – un milione di miglia fino alla sua destinazione, il punto di Lagrange L2. Una volta nello spazio, Webb ha gradualmente dispiegato le sue caratteristiche all’avanguardia, tra cui uno “scudo solare a cinque strati” delle dimensioni di “un campo da tennis” e 18 specchi in “berillio ultraleggero”, che si sono dispiegati in sezioni, assemblando un gigantesco nido d’ape. Ci sono voluti altri sei mesi prima che Webb fosse operativo. Solo per gli specchi ci sono voluti “diversi mesi per allinearli… correttamente, con una precisione pari a un 5.000esimo del diametro di un capello umano”.


Più di una semplice lente a infrarossi

Infine, lunedì 11 luglio, la NASA ha rivelato la prima immagine di Webb, un ammasso di “migliaia di galassie lontane” chiamato SMACS 0723, durante la conferenza stampa del presidente Joe Biden alla Casa Bianca. Alcuni degli oggetti catturati “non sono mai stati visti prima”.

Il giorno successivo, martedì 12 luglio, la NASA ha condiviso diverse altre immagini. Tre dei soggetti ripresi, la Nebulosa Anello Meridionale, il Quintetto di Stephan e la Nebulosa Carina, possono essere confrontati con immagini più vecchie prodotte da Hubble — e la differenza è sorprendente. E tutto ciò è dovuto al tipo di telescopio che è Webb. È un telescopio a infrarossi.

«La luce infrarossa è essenzialmente calore», al di fuori della nostra naturale visibilità umana. E poiché ogni oggetto irradia una certa quantità di calore, un telescopio a infrarossi come Webb sarebbe, ad esempio, in grado di rilevare una persona dietro una porta di legno, oppure stelle e pianeti nel mezzo di una nube di polvere cosmica. Anche gli oggetti lontani da noi rientrano in quello spettro infrarosso. Sebbene siano“molto deboli (o invisibili)” ai nostri occhi, possono essere visti chiaramente attraverso una lente a infrarossi come quella di Webb.

E Webb è stato costruito proprio con questo obiettivo in mente: studiare oggetti a grande distanza. Il motivo è affascinante. Secondo la NASA, lo scopo di Webb è quello di «esaminare ogni fase della storia cosmica: dai primi bagliori luminosi dopo il Big Bang alla formazione di galassie, stelle e pianeti, fino all’evoluzione del nostro stesso sistema solare». La NASA ha progettato Webb partendo da un presupposto che dà per scontata la veridicità del Big Bang.

La teoria del Big Bang sostiene che l’universo abbia avuto inizio casualmente da una gigantesca esplosione nello spazio. La NASA considera questa storia delle origini come una verità incontestabile. Questo modello evoluzionista confonde la distanza con il tempo; afferma che più un oggetto nello spazio è lontano, più si è formato in passato. Pertanto, la NASA ritiene che quando Webb osserva quei pianeti e quelle stelle lontane, in realtà sta “[scrutando] indietro di oltre 13,5 miliardi di anni”, più indietro nel tempo di quanto chiunque abbia mai visto. La NASA ritiene che Webb ci aiuterà a scoprire come si formano le stelle, come si è sviluppata la vita sulla Terra e se esiste vita altrove.

Creazione

Noi esseri umani siamo stati il culmine dell’opera di creazione di Dio, poiché siamo stati creati a immagine di Dio.

Il primo capitolo della Bibbia ci dice che Dio creò il nostro mondo in soli sei giorni. Il quarto giorno, creò il sole, la luna e le stelle (Genesi 1:14–19). Il quinto e il sesto giorno, Dio creò gli animali (vv. 20–25). Infine, Dio creò l’uomo e la donna (vv. 26–31; 2:21–23). Noi esseri umani siamo stati il culmine della creazione di Dio, poiché siamo stati creati «a immagine di Dio», «a Sua immagine» (1:27).

La Bibbia ha le risposte che la NASA desidera disperatamente conoscere, non solo i profondi misteri dell’universo, ma anche il grande desiderio che alberga nel cuore di ogni essere umano: qual è il nostro vero scopo nella vita?

Uno degli scienziati che hanno lavorato al progetto Webb ha dichiarato: «Molte persone a volte vedono le immagini dello spazio e pensano che le facciano sentire piccole. … Quando vedo queste immagini, mi fanno sentire potente[,] … che quando vogliamo, possiamo farlo».

È questo il nostro scopo nella vita, essere grandi ai nostri occhi, accumulare potere, ricchezza, fama, conoscenza?

Re Davide, che potrebbe senza dubbio rivaleggiare con i grandi uomini di oggi, scrisse questa lode a Dio: «Quando contemplo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai creato, che cos’è l’uomo perché tu te ne curi, e il figlio dell’uomo perché tu lo visiti?» (Salmo 8:3, 4).

Quando Davide guardava il mondo che lo circondava, non vedeva la propria grandezza; vedeva la grandezza — l’amore — di Dio Onnipotente. Vedeva se stesso in relazione a Dio. E la Bibbia dice che quando vediamo veramente Dio, quando «noi tutti, a viso scoperto, contempliamo come in uno specchio la gloria del Signore, [noi] siamo trasformati nella stessa immagine, di gloria in gloria, proprio come per mezzo dello Spirito del Signore» (2 Corinzi 3:18).

Scoprite questa meravigliosa verità nella presentazione del pastore Doug Batchelor intitolata«L’umanità: opera di Dio».Questo è il nostro grande scopo nella vita: essere riportati all’immagine del nostro Creatore.

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