Gesù ha peccato? Una nuova indagine sulle credenze bibliche degli americani
Negli ultimi 12 anni, l’organizzazione senza scopo di lucro American Bible Society ha condotto uno studio annuale intitolato «State of the Bible», nell’ambito del quale ha intervistato un campione della popolazione americana, «chiedendo loro opinioni e abitudini relative alla Bibbia».
Nel corso di 18 giorni, dal 10 al 28 gennaio 2022, «lo studio è stato condotto in inglese e presentato sia online che per telefono al panel AmeriSpeak® del NORC, utilizzando un questionario di 15 minuti. Lo studio ha prodotto 2.598 risposte da un campione rappresentativo di adulti dai 18 anni in su provenienti da tutti i 50 stati e dal Distretto di Columbia».
I risultati hanno scioccato i ricercatori.
Il sondaggio ha rilevato “un calo senza precedenti nella percentuale di utenti della Bibbia negli Stati Uniti”, pari a un esodo di quasi 26 milioni di persone; “un tasso allarmante” di crescita del “38%” o “45,2 milioni di adulti” nella “categoria dei disinteressati alla Bibbia”; e un forte calo nel “punteggio della Scala di coinvolgimento nelle Scritture per gli utenti della Bibbia”. Lo studio definisce gli “utenti della Bibbia… come coloro che utilizzano la Bibbia almeno 3-4 volte all’anno per conto proprio, al di fuori di un contesto ecclesiale”. La sua “Scala di coinvolgimento con le Scritture” si basa su questi criteri: “quanto spesso le persone interagiscono con la Bibbia”, “in che modo la Bibbia influenza il rapporto delle persone con Dio e con gli altri” e “in che modo la Bibbia influenza le scelte e le decisioni quotidiane delle persone”. Un individuo “che ottiene un punteggio pari o superiore a 100” su questa scala è considerato “coinvolto con le Scritture”. Secondo i ricercatori, è dimostrato che questi individui “leggono/ascoltano/si confrontano regolarmente con la Bibbia”.
In breve, sembra che la Bibbia sia in uno stato piuttosto precario negli Stati Uniti.
Un Salvatore peccatore?
Forse la cosa più allarmante è stata l’affermazione contenuta nello studio: “Quando viveva sulla terra, Gesù Cristo era umano e commetteva peccati, come le altre persone”.
Il 18% delle persone “impegnate con le Scritture” riteneva vera questa affermazione. Gli intervistati sono stati anche classificati per generazione: Gen Z; Millennial; Gen X; Boomer; e Anziani, ovvero le persone “di 77 anni e oltre”. Di queste cinque generazioni, la Gen Z si è classificata al primo posto, con il 38% d’accordo con tale affermazione. Si tratta di«quasi uno su quattro»dei nostri giovani adulti, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, che credono che il Salvatore del mondo abbia peccato. Ma le generazioni precedenti non sono state molto migliori: anche il 37% della Generazione X, il 35% dei Millennial e il 35% dei Boomer si sono dichiarati d’accordo con l’affermazione. Solo gli Anziani sono scesi sotto il 30%, attestandosi al 26%.
Questa domanda specifica su Gesù era inclusa nella sezione tipica del sondaggio dedicata alla “teologia biblica di base”. In altre parole, non era una domanda a trabocchetto. I ricercatori hanno valutato che chiunque legga la Bibbia potrebbe facilmente determinare la falsità di questa affermazione. Quindi, com’è possibile che persino alcuni di coloro ritenuti “impegnati con le Scritture” non siano stati in grado di rispondere correttamente?
Esaminando gli altri risultati del sondaggio, la risposta diventa ovvia. In quello che i ricercatori hanno definito «il calo più drastico» nelle «convinzioni fondamentali delle persone su cosa sia la Bibbia», solo il 15% degli intervistati crede che «la Bibbia sia la vera parola di Dio e debba essere presa alla lettera, parola per parola». Si tratta di un calo dell’11% rispetto agli intervistati dell’anno scorso.
Vita eterna
John Farquhar Plake, caporedattore dei rapporti sullo Stato della Bibbia, ha osservato: «La cultura cerca di piegare la dottrina per adattarla alle proprie categorie e alle proprie strutture».
La nostra società postmoderna rappresenta proprio un terreno fertile in tal senso, dove la verità è negli occhi di chi guarda. Attualmente stiamo assistendo al compimento di 2 Timoteo 4:4: “Distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole”.
Capire chi è Cristo è importante perché nella Sua vita c’è la tua salvezza.
Quindi, se la Parola di Dio è la Bibbia e la Parola di Dio è vera, ne consegue che la Bibbia è vera. Inoltre, se la Bibbia è tutta vera, allora anche ciò che la Bibbia dice su Gesù deve essere vero. E ciò che la Bibbia ci ripete più volte è che Gesù è «senza peccato» (Ebrei 4:15), che Gesù «non ha conosciuto peccato» (2 Corinzi 5:21).
Ma a chi importa? Che importa se la Bibbia sta perdendo rilevanza in America?
Ecco il punto cruciale. La Bibbia dice che Gesù Cristo, «che non commise alcun peccato» (1 Pietro 2:22), «soffrì per noi, lasciandoci un esempio, affinché seguiate le sue orme» (v. 21). «Egli è stato manifestato per togliere i nostri peccati, e in Lui non c’è peccato» (1 Giovanni 3:5), «affinché noi, essendo morti ai peccati, vivessimo per la giustizia» (1 Pietro 2:24).
Vedi, la vita terrena di Cristo non riguardava solo Lui: era per te. «Queste cose sono state scritte affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel Suo nome» (Giovanni 20:31). Capire chi è Cristo è importante perché nella Sua vita c’è la tua salvezza. Ma la Bibbia non possiede solo la via per la vita eterna; rivela anche la qualità della tua vita. Gesù Cristo ha vissuto una vita senza peccato come essere umano su questa terra, affinché, grazie al Suo potere, anche tu possa farlo.
Per una lettura biblica e illuminante su come vincere il peccato in questa vita, dai un’occhiata al nostro libro online gratuito La natura umana di Cristo.
Ecco perché ciò che credi riguardo alla Bibbia è importante. Ecco perché credere nella Bibbia è importante. In questa Parola c’è la tua vita. E questa è la verità.
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