La Bibbia bandita dalle scuole: la legge dello Utah sul «pornografia» in azione
Attenti a ciò che desiderate.
Il 22 maggio, un distretto scolastico dello Utah, Davis,«il secondo sistema pubblico più grande dello Stato con quasi 74.000 studenti dalla scuola materna alla scuola superiore»,ha deciso di rimuovere la Bibbia da tutte le biblioteche delle scuole elementari e medie «a seguito di una denuncia da parte di un genitore indignato per i divieti sui libri».
L’anno scorso, il 2022, si è registrato un forte aumento delle richieste di divieto di libri nelle biblioteche, tanto che il The Salt Lake Tribune lo ha definito un “movimento”. Infatti, l’American Library Association ha segnalato un numero record di 1.200 contestazioni relative a più di 2.500 libri. Diversi organi di informazione hanno riferito che il movimento è guidato «da gruppi di genitori conservatori in tutta la nazione» con un’attenzione particolare ai«contenuti relativi alla razza, al sesso e al genere in particolare».
La risposta del deputato dello Utah Ken Ivory a questo movimento in crescita è stata quella di sponsorizzare l’HB374, un disegno di legge fortemente sostenuto da Utah Parents United ed entrato in vigore a metà dello scorso anno. Il suo scopo è «vietare i materiali che rientrano nella definizione statale di pornografia». La definizione statale di pornografia si trova nel Codice dello Utah, sezioni 76-10-1235, 76-10-1201, 76-10-1203 e 76-10-1227, e afferma quella che molti ritengono essere un’interpretazione di ampia portata. Ad esempio, la Sezione 76-10-1203 recita in parte: “Qualsiasi materiale o spettacolo è pornografico se… la persona media, applicando gli standard contemporanei della comunità, ritiene che, nel suo insieme, susciti un interesse lascivo per il sesso”.
La Bibbia nella burocrazia
E almeno un genitore nel distretto di Davis ha reso la propria disapprovazione nei confronti di questo disegno di legge particolarmente evidente: «Togliete questo PORNO dalle nostre scuole!», ha scritto l’anonimo oppositore in una denuncia formale contro la Bibbia. «Se i libri che sono stati vietati finora sono indicativi di reati ben meno gravi, questo dovrebbe essere un gioco da ragazzi». Una protesta auto-ammessa e ironica contro la censura, la richiesta del genitore è arrivata in risposta ai divieti di libri come All Boys Aren’t Blue di George M. Johnson e Lawn Boy di Jonathan Evison (entrambi ritenuti in violazione della Sezione 76-10-1227), ha sferrato attacchi specifici sia al distretto scolastico che a Utah Parents United, e ha inoltre incluso un allegato di otto pagine di Scritture “piene di sesso”.
Una commissione di revisione, composta da un insegnante del distretto, un bibliotecario scolastico del distretto e almeno quattro genitori del distretto, ha successivamente esaminato la richiesta, valutando la versione di Re Giacomo. La decisione della commissione “ha stabilito che il libro non contiene materiale sensibile come definito nel Codice dello Utah”, ma che “in base all’adeguatezza all’età a causa di volgarità o violenza”, la Bibbia sarebbe stata disponibile solo nelle biblioteche delle scuole superiori. In altre parole, la commissione ha ritenuto che la Parola di Dio, pur non essendo pornografica, fosse volgare e violenta e, quindi, non appropriata per chiunque fosse più giovane di un adolescente.
Ironia della sorte, “solo sette o otto biblioteche delle scuole elementari e medie del distretto” possedevano il volume incriminato e nessuna includeva la Bibbia nei propri programmi didattici. Eppure la controversia non è finita. Davis ha poi ricevuto un ricorso formale per reintegrare la Bibbia. Il passo successivo, un esempio di burocrazia al suo meglio, è l’esame di tale richiesta da parte di «una commissione d’appello composta da tre membri del Consiglio scolastico del distretto di Davis», dopodiché il ricorso passerà «all’intero Consiglio scolastico» per una «decisione finale».
Nel frattempo, il 7 giugno, più di 100 manifestanti si sono radunati presso il Campidoglio dello Utah in difesa della Bibbia. E l’animosità infuria…
Il Grande Mandato
La Parola di Dio non dovrebbe essere considerata con la massima riverenza e non semplicemente come una pedina nel danno collaterale dell’attivismo? Assolutamente sì. Ma chi studia la Bibbia sa benissimo che non sarà così, specialmente man mano che ci avviciniamo sempre più alla fine del mondo. «Negli ultimi giorni […] gli uomini saranno […] bestemmiatori, […] nemici del bene, […] amanti dei piaceri piuttosto che amanti di Dio» (2 Timoteo 3:1–4). «Non sopporteranno la sana dottrina, ma […] distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole» (4:3, 4).
Alla luce di questa conoscenza profetica, l’apostolo Paolo consigliò: «Svolgi l’opera di evangelista» (v. 5). Che cosa significa? A volte, nel nostro zelo per Cristo, perdiamo di vista ciò che significa essere cristiani. Se la Bibbia finisse per essere reintrodotta in quelle scuole, alcuni potrebbero pensare che la battaglia sia vinta.
Impara a presentare la Bibbia con pazienza, umiltà e, soprattutto, amore.
Cosa pensi che i bambini stiano imparando da questo comportamento? È questo il modo per condurre più anime al Salvatore?
«Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura», disse Gesù (Marco 16:15). «[Insegnate] loro ad osservare tutte le cose che vi ho comandato» (Matteo 28:20). Per adempiere a questo grande mandato, imparate a presentare la Bibbia con pazienza, umiltà e, soprattutto, amore — come fece Gesù — nella nostra presentazione gratuita«Seguire il Maestro: il discepolato in azione».[13]
Questo è il lavoro di un evangelista. Non si tratta di vincere, ma di conquistare anime per il regno dei cieli.
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