Sei ancora qui? Cosa dice la Bibbia sulla fissazione di date e sul Rapimento
Questa settimana, un’affermazione sconcertante ha fatto il giro dei social media con tale clamore che persino i principali organi di informazione ne hanno parlato: il Rapimento, il momento in cui i credenti cristiani verrebbero presumibilmente rapiti dalla terra per incontrare Gesù, potrebbe avvenire oggi, mercoledì 24 settembre. (Avrebbe potuto avvenire anche ieri.)
La copertura giornalistica di Yahoo ha indicato il pastore Joshua Mhlakela, un predicatore sudafricano, come il presunto profeta di questa occasione. Una sua precedente intervista è riemersa e ha dato il via alla tendenza “RaptureTok”, con molti che si chiedono se la fine di settembre segni la fine del mondo come lo conosciamo.
Diversi media hanno anche notato che queste date coincidono con Rosh Hashanah (la Festa delle Trombe), che molti insegnanti famosi cercano di collegare agli eventi della fine dei tempi.
Che cos’è il Rapimento?
La parola “rapimento” non compare nella Bibbia New King James; deriva dalla frase dell’apostolo Paolo “rapiti” in 1 Tessalonicesi 4:17. Sebbene le radici di questo insegnamento si trovino nella tradizione gesuita cattolica, la dottrina ha guadagnato terreno negli scritti del XIX secolo di John Nelson Darby ed è diventata immensamente popolare tra gli evangelici attraverso i libri e i film della serie Left Behind. Essa insegna che i credenti scompariranno improvvisamente dalla vista, senza alcun preavviso: una Seconda Venuta silenziosa.
La Bibbia afferma certamente la speranza del ritorno letterale di Cristo e che il popolo di Dio sarà davvero radunato a Lui (1 Tessalonicesi 4:16, 17), ma presenta questo evento culminante come tutt’altro che segreto. È udibile (“con la tromba di Dio”), visibile (“ogni occhio lo vedrà”, Apocalisse 1:7) e sconvolgerà il mondo (2 Pietro 3:10).
I morti in Cristo risorgeranno al Suo ritorno (1 Corinzi 15:51, 52), e i giusti viventi saranno trasformati per incontrare il Signore insieme a loro.
Non si tratta di una scomparsa silenziosa; è l’arrivo trionfale del Re!
Fissare una data è pericoloso
La Scrittura inoltre non autorizza nessuno a fissare una data per il ritorno del Signore.
L’avvertimento di Gesù stesso è chiaro: «Ma di quel giorno e di quell’ora nessuno sa, neppure gli angeli del cielo, ma solo il Padre mio» (Matteo 24:36).
«Ma di quel giorno e di quell’ora nessuno sa».
Quando gli apostoli pressarono il Cristo risorto per avere un calendario profetico, Egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorità» (Atti 1:7).
Fissare delle date non solo significa disobbedire a un comando chiaro, ma distoglie la fede da una vita di prontezza quotidiana verso un conto alla rovescia che sicuramente deluderà.
Sembra che molti non abbiano imparato abbastanza dalla storia. Previsioni molto pubblicizzate sono andate e venute ripetutamente. Le date del 2011 di Harold Camping sono ancora fresche nella nostra memoria collettiva — e ogni fallimento lascia dietro di sé confusione, cinismo e credenti feriti. Le generazioni precedenti hanno vissuto ondate simili, come l’opuscolo di grande diffusione “88 motivi per cui il Rapimento avverrà nel 1988”.
Lo schema è sempre lo stesso: calcoli sicuri, titoli che fanno alzare le sopracciglia e poi il dolore della delusione spirituale quando il sole sorge il giorno dopo.
Alcuni sottolineano il simbolismo della Festa delleTrombe per giustificare la previsione di questa settimana. Sebbene i cristiani debbano avere a cuore la tipologia del santuario e delle feste, il loro chiaro compito è quello di indirizzarci verso l’opera salvifica di Gesù e la certezza del Suo ritorno, non verso una data sul nostro calendario. Faremmo bene a non uscire dai binari che Gesù stesso ci ha indicato.
Il consiglio della Bibbia
Cosa dovrebbero fare i cristiani che anelano alla speranza del ritorno di Gesù invece di fissare una data?
1) Rimanere spiritualmente vigili. «Vegliate dunque, perché non sapete in quale ora il vostro Signore verrà» (Matteo 24:42). La prontezza non riguarda una data cerchiata; riguarda una relazione: dimorare in Cristo ogni giorno (Giovanni 15:5).
2) Aggrappatevi alla beata speranza. Paolo fonda la nostra speranza nella risurrezione alla venuta di Cristo (1 Tessalonicesi 4:13–18). Notate il suo obiettivo: «confortatevi a vicenda con queste parole».
3) Verificate ogni affermazione alla luce della Bibbia. Gesù mise in guardia dai «falsi cristi e dai falsi profeti» e dalle voci sensazionalistiche (Matteo 24:23–27). La vera Seconda Venuta non ha bisogno della spinta di un «influencer»: sarà inconfondibile, globale e gloriosa.
4) Siate orientati alla missione mentre aspettiamo. Pietro dice che l’apparente ritardo è misericordia, che concede tempo per il pentimento (2 Pietro 3:9). La risposta giusta all’attesa della fine dei tempi è il servizio, non la speculazione.
Proteggi la tua speranza
Questa recentissima fissazione di una data ha avuto un effetto valanga sui social media dopo che un’intervista pubblicata in precedenza ha guadagnato popolarità: un altro esempio di come gli algoritmi e la viralità possano prendere un’affermazione marginale e lanciarla nella conversazione mainstream dall’oggi al domani.
Quando ciò accade, i cristiani hanno l’opportunità di reindirizzare delicatamente l’attenzione dalle previsioni sensazionalistiche alle chiare promesse della Bibbia.
Vale la pena notare quanto spesso tali previsioni si concentrino in occasione di eventi che attirano l’attenzione (eclissi, lune di sangue, giorni di festa, cicli elettorali). È anche importante conoscere la verità sulla condizione dei morti: coloro che sono morti in Cristo riposano — in attesa della risurrezione — e non guardano il telegiornale né sussurrano date a chiunque sia vivo sulla Terra (Ecclesiaste 9:5, 6; Giovanni 5:28, 29).
Quindi, il Rapimento sta per avvenire?
È molto più sicuro mettere da parte le tendenze dei social media e abbracciare la chiara parola della Bibbia: «Di quel giorno e di quell’ora nessuno sa» (Matteo 24:36). Quella singola frase risponde ai titoli dei giornali. Non conosciamo il giorno; conosciamo il Salvatore. Lo stesso passo esorta alla prontezza, alla fedeltà e all’amore: qualità che conteranno tanto oggi, se Gesù viene, quanto domani, se tarda a venire.
La previsione virale di questa settimana probabilmente svanirà come altre prima di essa. Ma la tua speranza non deve farlo. Ancorala dove la Scrittura la ancora: nel Signore risorto che sta tornando e che promette: «Tornerò e vi accoglierò presso di me» (Giovanni 14:3).
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