I bambini che muoiono saranno salvati nel regno di Dio?

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Nella Bibbia non troviamo una risposta specifica a questa domanda, ma alcuni ritengono che i neonati saranno salvati sulla base di un episodio avvenuto all’incirca all’epoca della nascita di Cristo.

«Erode, vedendo di essere stato ingannato dai magi, si adirò grandemente; e mandò a far uccidere tutti i bambini maschi che erano a Betlemme e in tutto il suo territorio, dai due anni in giù, secondo il tempo che aveva appurato dai magi. Allora si adempì ciò che era stato detto dal profeta Geremia: “Si udì una voce a Rama, un lamento, un pianto e un grande lutto: Rachele piangeva i suoi figli e rifiutava di essere consolata, perché non c’erano più”» (Matteo 2:16–18).

È una storia terribilmente triste e mostra fino a che punto si sia spinto Satana per distruggere il Figlio dell’uomo. Le madri che avevano perso i propri bambini singhiozzavano perché i loro figli «non c’erano più». Ma questo significa forse che non li rivedranno nella risurrezione?

L’Antico Testamento aveva predetto questo tragico evento in Geremia 31:15. Parlando del ritorno degli esuli da Babilonia, Dio si rivolse alle madri che avevano perso i figli mentre venivano portati in cattività. Il percorso degli israeliti passava per Rama, e Matteo applica questo riferimento alle madri di Betlemme che piangevano anch’esse per i propri figli.

Notate cosa dice il versetto successivo: «Così dice il Signore: “Trattenete la vostra voce dal pianto e i vostri occhi dalle lacrime; poiché il vostro lavoro sarà ricompensato… ed essi torneranno dalla terra del nemico. C’è speranza nel tuo futuro, dice il Signore: i tuoi figli torneranno ai confini del loro paese»» (Geremia 31:16). Potrebbe questa profezia adempiersi in un senso più ampio, come molte delle profezie dell’Antico Testamento, quando Gesù tornerà?

Personalmente credo che si tratti di un riferimento alla futura risurrezione. Quando penso alla tenera cura che Gesù nutriva per i bambini, mi è facile immaginare angeli che portano in braccio dei neonati, riportati in vita alla risurrezione e affidati alle braccia delle loro madri.