Codex Sassoon: la Bibbia ebraica più antica e completa va all’asta
Più di mille anni fa, uno scriba sconosciuto trascrisse meticolosamente a mano su pergamena i 24 libri della Bibbia ebraica, quella che i cristiani conoscono come Antico Testamento. Il 16 maggio, questa stessa Bibbia ebraica sarà messa all’asta da Sotheby’s«con la stima d’asta più alta mai registrata al mondo per un libro o un manoscritto»:una cifra da capogiro compresa tra i 30 e i 50 milioni di dollari.
Le umili origini di questo codice, un libro“scritto su pergamena e prima dello sviluppo della carta”,ebbero inizio, da quanto gli esperti possono dedurre, passando per le mani di diversi uomini prima di diventare proprietà di una sinagoga nell’oscura Makisin, un’antica città un tempo situata nell’odierna Siria, nel XIII secolo. La sinagoga, insieme all’intera città, fu successivamente distrutta, ma il codice si conservò, sebbene apparentemente destinato a finire nei cimiteri della storia non scoperta.
Eppure, mezzo millennio dopo, nel 1929,il “leggendario collezionista di manoscritti ebraici”David Solomon Sassoon lo scoprì a Francoforte, in Germania, acquistandolo per 350 sterline, un prezzo “che all’epoca era superiore a quello di tutti i manoscritti della sua collezione tranne quattro”.
È proprio dal famoso Sassoon che l’ambito manufatto prende il suo nome attuale, ma rimase nella sua famiglia solo fino al 1978, circa 30 anni dopo la morte di Sassoon. L’attuale proprietaria, Jacqui Safra, lo acquistò per 4,19 milioni di dollari nel 1989.
Ma perché questa Bibbia ebraica stuzzica la fantasia dei ricchi e dei colti di oggi?
Il gioiello della corona
«I primi scritti conosciuti della Bibbia ebraica si trovano nei 230 frammenti che compongono i Rotoli del Mar Morto», afferma un articolo su Barron’s. I Rotoli del Mar Morto risalgono all’incirca al III secolo a.C. e al I secolo d.C. C’è quindi un grande vuoto di circa 700 anni nella nostra documentazione storica della Bibbia ebraica scritta, con le fonti successive costituite da soli due codici biblici datati al IX e al X secolo. Una di queste fonti è chiamata Codice di Aleppo; l’altra è il Codice Sassoon.
Sebbene gli esperti ne sottolineino il “pedigree e la qualità”, il Sassoon non riesce a eguagliare quello di Aleppo; il primo, tuttavia, supera il secondo in termini di completezza; mancano solo “circa 15 capitoli” delle 792 pagine totali del Codice Sassoon.
Di notevole importanza è anche la Masora del Codice Sassoon, note a margine con istruzioni sulla pronuncia, la punteggiatura e la recitazione in generale, fino a specificare quali vocali accompagnano quali parole scritte. L’alfabeto ebraico è composto da 22 lettere, tutte consonanti. Ne consegue quindi che gli antichi scritti ebraici, come i Rotoli del Mar Morto, non includessero alcuna vocale; erano assenti anche la punteggiatura e caratteristiche aggiuntive come le interruzioni di capitolo. Gli ebrei si affidavano alla tradizione orale per comprendere il testo; cioè, leggevano combinando il testo con la loro meticolosa memoria delle vocali delle parole e della punteggiatura delle frasi.
Ma a partire dal VII secolo, «gli studiosi ebrei noti come Masoreti iniziarono a codificare le tradizioni orali» della Bibbia ebraica. Oggi, il Testo Masoretico è sostanzialmente utilizzato come Bibbia ebraica autorevole. E il Codice Sassoon è la versione più completa e antica di esso che conosciamo attualmente.
Per questi motivi, questo tomo rilegato in pelle, che misura 30 x 35 cm e pesa 12 kg, rappresenta il fiore all’occhiello dei documenti storici, pubblicizzato da Sotheby’s come “un ponte cruciale”, “uno dei più grandi tesori del mondo” e “fondamentale per la civiltà stessa”.
La Parola di Dio, libera e inestimabile
Prima di andare all’asta, il Codice Sassoon sarà esposto in tutto il mondo in luoghi come Tel Aviv, dove un numero limitato di visitatori potrà sfogliare il tomo per ben 10 minuti.
La Bibbia rimane il libro più venduto e meno letto di tutti i tempi.
In mezzo alla grande fanfara del Codice Sassoon, milioni di persone periscono ogni giorno senza conoscere il Salvatore (Osea 4:6). Tragicamente, ironicamente, il mondo ama ciò che il codice rappresenta piuttosto che ciò che effettivamente contiene?
Il rabbino Elliot Cosgrove di New York City, nel video promozionale di Sotheby’s dedicato al celebre tomo, afferma: «La tradizione spiega che la volontà di Dio, il volto di Dio, è per sempre al di là della comprensione dell’umanità. Il massimo a cui possiamo avvicinarci è il testo della Torah, la Bibbia ebraica».
Ma leggete, ad esempio, Salmo 40:8; Giovanni 7:17; Romani 12:2. Dio non ci ha nascosto la Sua volontà. Anzi, Dio ci ha dato la Bibbia, sia l’Antico che il Nuovo Testamento, affinché potessimo conoscere la Sua volontà, che è la nostra salvezza (2 Pietro 3:9). Non dobbiamo aggrapparci a un filo di speranza. Dio ci ha mostrato il Suo volto. È Gesù Cristo, che è venuto sulla Terra per camminare tra gli uomini e morire per la nostra salvezza (2 Corinzi 4:6).
La parte migliore è che il cammino della salvezza è completamente gratuito.
Negli ultimi giorni, la Bibbia predice «una carestia nel paese… di udire le parole del Signore» (Amos 8:11). Non aspettare fino ad allora, finché non sarà troppo tardi. Impara ora«Come comprendere la Bibbia», studiala da solo con le nostre Guide di studio di Amazing Facts e ottieni una visione biblica su Come determinare la volontà di Dio.
La Parola di Dio è il tesoro più grande che ti è già stato dato — ed è inestimabile.
\n