Papa Francesco: la voce che risuona in tutto il mondo

Papa Francesco: la voce che risuona in tutto il mondo

Il 15 maggio, John Kerry, il primo Inviato Speciale del Presidente degli Stati Uniti per il clima, ha ottenuto un’«udienza privata con Papa Francesco», il leader politico-religioso della Chiesa cattolica romana. Dopo l’incontro, Kerry ha concesso un’intervista al giornalista di Vatican News Christopher Wells sui motivi della sua visita.

«Lei è qui in Europa per una missione molto importante: parlare con i leader mondiali, e in particolare con quelli europei, della crisi climatica», ha esordito Wells. «Perché è importante per lei includere una visita al Papa?»

Per Kerry, la risposta era chiara: la portata globale che il pontefice ha stabilito e continua a coltivare è senza pari. «Il Santo Padre è una delle voci, se non la più potente, del pianeta», ha elogiato Kerry. La sua è una voce che, secondo Kerry, «parla con un’autorità unica, un’autorità morale irresistibile». Non importa che sia il sovrano del Paese più piccolo del mondo: «Il Vaticano sarà anche una piccola entità, ma il gregge è enorme su scala globale e Sua Santità, Papa Francesco, ha la capacità di aiutare a stimolare l’azione dei Paesi».


Siamo tutti sulla stessa barca

Soprannominato “Zar del clima”, Kerry è un noto attivista per il clima e politico. Il portale online dedicato all’ambiente Green Matters riferisce che “dal 1985, il suo record di votazioni mostra che ha quasi sempre votato a favore dell’ambiente”.

Ciò che forse è meno noto è che la sua attuale posizione, creata nell’ambito dell’ufficio esecutivo, appartiene anche al “team di politica estera e sicurezza nazionale” di questa amministrazione. In breve, questa nomina senza precedenti definisce il cambiamento climatico come un nemico chiaro e presente di importanza internazionale, proprio al fianco delle “malattie infettive” e del “terrorismo”.

E, a quanto pare, occorre agire per contrastarlo. «Ognuno ha la responsabilità di essere parte della soluzione», ha dichiarato Kerry. «Nessuna nazione ha il diritto di dire: non dobbiamo fare nulla». In altre parole, è irresponsabile, impensabile e moralmente ripugnante trattare il cambiamento climatico come qualcosa di diverso da una minaccia imminente e universale.

È interessante notare che il Papa promuove questo stesso slogan da anni, specialmente dalla sua enciclica del 2015 Laudato si’. Ma sembra che ora stia compiendo un grande passo avanti nel trasformare la sua ideologia in realtà. Con i dettagli che saranno resi noti il 25 maggio, l’appello all’azione di Francesco sfida le persone di tutto il mondo a «sette anni giubilari di azione concreta» basati sui principi della sua enciclica, per costruire «un movimento di massa» all’interno delle comunità. In breve, l’obiettivo di Francesco e Kerry è quello di «rimodellare il mondo» senza remore.


La bestia del mare e la bestia della terra

«Tutti i leader del mondo devono unirsi», ha insistito Kerry.

«Anche Papa Francesco ha parlato dell’importanza di riunire tutti attorno a un tavolo», ha osservato Wells. «Il vostro ottimismo… è un’eco di ciò che il nostro Santo Padre, Papa Francesco, ha detto: che possiamo farlo insieme», ha continuato.

Insieme, queste bestie influenzeranno l’intero globo verso un unico sistema di culto, senza alternative.

Questo momento specifico non è ancora arrivato, ma possiamo certamente vedere da questi versetti che queste due bestie profetiche hanno una relazione molto speciale che rispecchia – o fa eco– all’altra. Insieme, queste bestie influenzeranno l’intero globo verso un unico sistema di culto, senza alternative. Sono in grado di realizzare questo grazie alla loro immensa “autorità”; la Bibbia di Re Giacomo la definisce il loro “potere”.

Anche Kerry e Wells hanno parlato di potere, della voce “potente” del papa, di “nazioni grandi e potenti, come gli Stati Uniti”. Ecco uno spunto di riflessione: se queste due potenze possono unire il mondo attraverso l’ambiente, pensate che potrebbero farlo anche attraverso la religione?

Diamo un’occhiata a questa prima bestia dell’Apocalisse. È un animale affascinante, descritto come «avente sette teste e dieci corna» (v. 1) ed essendo una fusione tra «un leopardo», «un orso» e «un leone» (v. 2). Chi ha mai visto una creatura del genere?

Uno studioso della Bibbia l’ha vista. Il profeta Daniele raccontò di una bestia che aveva anch’essa «dieci corna» ed era «diversa da tutte le bestie che l’avevano preceduta» (Daniele 7:7). La cosa più intrigante di questa bestia è il suo piccolo corno, poiché «in questo corno c’erano occhi simili a quelli di un uomo e una bocca che pronunciava parole pompose» (v. 8); è la sua bocca che compie azioni grandi ma terribili. Infatti, Daniele menzionò la bocca di questo piccolo corno diverse altre volte (vv. 11, 20, 25).

Per saperne di più su“L’ultimo piccolo corno”, guarda la presentazione gratuita del pastore Doug Batchelor.

E se siete curiosi di sapere di più su quelle bestie in Daniele e nell’Apocalisse, completate la nostra serie di Guide di studio sulla profezia della fine dei tempi, iniziando con“Chi è l’Anticristo?”.

Kerry crede che il papa sia quella “voce… più importante che mai”. La Bibbia, tuttavia, vi dirà che la voce per tutte le epoche è la Parola vivente, Gesù Cristo. “Il Signore stesso scenderà dal cielo con un grido, con la voce di un arcangelo” (1 Tessalonicesi 4:16); con una voce che ha il potere di uccidere (Isaia 11:4) e il potere di creare (Genesi 1); la voce che alla fine dirà: “Ben fatto, servo buono e fedele. … Entra nella gioia del tuo signore” (Matteo 25:23).

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti sul Papato in relazione alla fine dei tempi, visitate il nostro sito web, PapacyWatch.com.

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