Giovanni 20,19 è forse una testimonianza del fatto che i discepoli abbiano istituito l’osservanza della domenica?

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I discepoli non credevano che la risurrezione fosse avvenuta. Ecco perché Cristo apparve loro in Giovanni 20:19! Si erano riuniti con le porte chiuse a chiave «per paura dei Giudei», non per pregare. Gesù si presentò per rimproverarli. «Egli apparve agli undici mentre erano a tavola; e rimproverò la loro incredulità e la durezza del loro cuore, perché non credevano a coloro che lo avevano visto dopo la sua risurrezione» (Marco 16:14).

Dobbiamo anche tenere presente che i Romani e gli Ebrei calcolavano l’inizio e la fine dei giorni in modo diverso. I Romani contavano l’inizio di un nuovo giorno a mezzanotte, cosa che si è tramandata in molte culture odierne. Ma gli Ebrei dicevano che un giorno iniziava al tramonto. Il racconto della creazione lo evidenzia quando leggiamo ripetutamente: «E fu sera e fu mattina: primo giorno» (Genesi 1:5, enfasi mia). Ciò significa che il brano di oggi potrebbe in realtà essere interpretato come un incontro della domenica sera, che per gli ebrei sarebbe il giorno di lunedì.

Non vi è alcuna implicazione che essi considerassero la domenica un giorno santo. Solo otto testi nel Nuovo Testamento menzionano il primo giorno della settimana; nessuno di essi implica che sia santo. Gesù è sicuramente risorto dai morti di domenica, ma non ci ha mai comandato di adorarlo in onore della Sua risurrezione. Il modo in cui onoriamo la risurrezione è lo stesso con cui onoriamo la Sua morte: attraverso il battesimo. Essere sepolti con Cristo nelle acque del battesimo simboleggia l’accettazione della Sua morte sulla croce. Allo stesso modo, quando risorgiamo dalle acque del battesimo, risorgiamo con Cristo in un nuovo modo di vivere. Il potere della risurrezione di Gesù è il potere con cui viviamo ogni singolo giorno della settimana, non solo la domenica.