Perché è necessario “rinascere” per essere salvati?
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Se tutti sono già figli di Dio, è davvero necessario rinascere?
La Bibbia dice: «A tutti quelli che lo hanno accolto, egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a coloro che credono nel suo nome: i quali non sono nati né dal sangue, né dalla volontà della carne, né dalla volontà dell’uomo, ma da Dio» (Giovanni 1:12, 13). Questo passo afferma che per «diventare» figli di Dio, dobbiamo credere nel Suo nome. Il risultato dell’accettazione di Cristo come Salvatore è la rinascita.
Gesù disse a Nicodemo che, se non fosse nato di nuovo, non avrebbe potuto vedere il regno di Dio. Inizialmente Nicodemo era confuso da questa metafora, così Cristo chiarì: «In verità, in verità ti dico: […] se uno non nasce dall’acqua e dallo Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Ciò che è nato dalla carne è carne, e ciò che è nato dallo Spirito è spirito» (Giovanni 3:5, 6). La carne si riferisce alla nostra nascita naturale, mentre lo Spirito indica la nostra rinascita spirituale. Tutti siamo nati dalla carne, ma non tutti siamo nati dallo Spirito. (Vedi anche 1 Corinzi 15:50.)
È un credo fondamentale del cristianesimo riconoscere che siamo peccatori. Rendendoci conto di aver bisogno di Gesù come nostro Salvatore, ci rivolgiamo a Lui, confessiamo i nostri peccati e Gli chiediamo di purificarci e di creare in noi un cuore nuovo. Dio non ci costringerà mai, quindi, a meno che non invitiamo volontariamente Gesù nel nostro cuore, il Signore non potrà operare pienamente in noi.
Nella Bibbia vediamo Giovanni Battista che battezza le persone nelle acque del Giordano. Anche i discepoli di Cristo battezzavano. Il battesimo è il simbolo di una nuova nascita, proprio come quando un neonato emerge dal suo involucro protettivo d’acqua e fa il suo primo respiro. Questa cerimonia sacra è la dichiarazione pubblica che siamo dalla parte di Dio e che siamo diventati Suoi figli. È importante per la nostra crescita spirituale e come testimonianza per gli altri.