Il messaggio del Papa adempie alla profezia?

Il messaggio del Papa adempie alla profezia?

A questo punto, immagino che molti cristiani abbiano già visto il sorprendente video diventato virale in cui Papa Francesco lancia un recente appello all’unità con i protestanti, presentato lo scorso gennaio in occasione di una conferenza di Kenneth Copeland dedicata ai leader carismatici.

Potete guardare il messaggio nel video qui sotto, intervallato dai miei commenti “passo dopo passo”. (Assicuratevi di guardare la risposta alla fine.)

I papi hanno sempre inserito questi messaggi nelle loro lettere pontificie o come riferimenti fugaci in qualche discorso ufficiale. Questo messaggio in particolare, tuttavia, era così familiare e personale che ha colto tutti di sorpresa. Non molti mesi fa, ho scritto: «Il mondo ha ora il primo papa con la capacità di unire il mondo cattolico e quello protestante — persino la stampa lo sta definendo “il papa del popolo”!» Penso che questo messaggio di unità rifletta proprio questa idea.

Ci sono molte ragioni probabili per il suo appello sincero ai protestanti. E mi aspetto che alcune siano tanto religiose quanto politiche. Negli ultimi anni, la Chiesa cattolica è stata scossa da una cattiva stampa: uno scandalo finanziario, montagne di cause legali a difesa di sacerdoti che hanno abusato di bambini, un misterioso omicidio in Vaticano e le dimissioni senza precedenti di un papa in buona salute.

Ora mettiamo insieme queste cose con il fatto che l’Islam e il secolarismo/ateismo si stanno diffondendo in tutta Europa – e molte chiese cattoliche sono praticamente vuote la domenica. Eppure, allo stesso tempo, le chiese carismatiche stanno crescendo in Europa, America Latina, Africa, Australia e Asia. E, naturalmente, la direzione e i finanziamenti per la maggior parte di queste chiese provengono dal Nord America.

C’è da stupirsi, quindi, che il papa cerchi di avvicinarsi ai leader carismatici in America? La Chiesa cattolica sa certamente leggere i segni dei tempi. Sa che, se vuole sopravvivere in questo nuovo millennio, avrà bisogno di un’alleanza con altre denominazioni cristiane.

Ma qualunque sia la causa, non pensate che questi appelli all’unità significhino che la Chiesa romana sia pronta a rinunciare a quella che considera la sua legittima autorità. Nel suo messaggio, il Papa afferma di credersi simile a Giuseppe nell’Antico Testamento, maltrattato e separato dai suoi fratelli. Ricordate, sono i fratelli di Giuseppe, venuti da lui a mendicare del pane, che si inchinano davanti a lui e si trasferiscono dove si trovava lui in Egitto.

Quasi altrettanto importante del messaggio del Papa è il preambolo pronunciato dal suo amico e inviato, il vescovo anglicano Tony Palmer. Lo sentirete dichiarare almeno tre volte nelle sue osservazioni introduttive: «La protesta è finita», riferendosi, ovviamente, alla Riforma protestante. È stato persino così audace da aggiungere: «Forse ora siamo tutti cattolici».

Non dovremmo inoltre tralasciare la risposta entusiasta al messaggio del Papa data da questi leader, compreso un video messaggio di benedizione per il Papa.

C’è quindi qualcosa di profetico in questo messaggio? Non saltiamo alle conclusioni, ma azzarderei a dire che corrisponde certamente al flusso della seconda bestia di Apocalisse 13, i protestanti del Nord America, che creano un’immagine della prima bestia, i cattolici romani in Europa.

Nel suo libro Christian Service, la scrittrice E.G. White commenta:

«Quando il protestantesimo tenderà la mano attraverso l’abisso per stringere quella del potere romano, quando si protenderà oltre l’abisso per stringere la mano allo spiritismo (il movimento carismatico?)… allora sapremo che è giunto il tempo dell’opera meravigliosa di Satana e che la fine è vicina» (pp. 160, 161).

Ma ricordate, come cristiani che credono nella Bibbia, non dobbiamo avere paura. La Parola di Dio ci ha detto che queste cose devono accadere.

Per ulteriori informazioni su questo importante argomento, vi esorto anche a guardare il nostro ultimo documentario, Apocalisse: La Sposa, la Bestia e Babilonia.

E un’altra cosa: date un’occhiata a questa affermazione illuminante contenuta nel libro best-seller sulla Riforma, Il gran conflitto:

«Il cattolicesimo è ora considerato dai protestanti con ben più favore che in passato. Nei paesi in cui il cattolicesimo non è in ascesa e i papisti stanno adottando una linea conciliante per guadagnare influenza, c’è una crescente indifferenza riguardo alle dottrine che separano le chiese riformate dalla gerarchia papale; sta prendendo piede l’opinione che, dopotutto, non differiamo così tanto su punti vitali come si supponeva, e che una piccola concessione da parte nostra ci porterà a una migliore intesa con Roma. C’è stato un tempo in cui i protestanti attribuivano grande valore alla libertà di coscienza che era stata conquistata a caro prezzo. Insegnavano ai propri figli ad aborrire il papismo e sostenevano che cercare l’armonia con Roma sarebbe stata slealtà verso Dio. Ma quanto sono diversi i sentimenti espressi oggi!” (p. 563).

Forse è così che appare l’adempimento di una profezia.

Doug Batchelor

Risorse di studio

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