Vestito da Cristo: vestito per il successo
Un fatto sorprendente: nel vuoto dello spazio, caratterizzato da temperature estreme e da una quasi totale assenza di materia, gli astronauti hanno bisogno di indumenti speciali per sopravvivere. Le loro tute spaziali forniscono ossigeno, mantengono la pressione, regolano la temperatura corporea e rimuovono l’umidità e l’anidride carbonica. Gli astronauti devono riporre un’enorme fiducia in queste tute — vere e proprie ancore di salvezza che in alcuni punti hanno uno spessore di qualche centimetro. Si tratta davvero di indumenti fondamentali, in grado di salvare la vita!
Quando si tratta di abbigliamento, gli esseri umani sono diversi dalla maggior parte delle altre creature. Gli animali di solito «nascono già vestiti». Il loro rivestimento cresce dall’interno verso l’esterno e molti addirittura lo perdono e poi ricresce. Solo l’umanità deve vestirsi dall’esterno.
La Scrittura afferma che la nostra dipendenza dagli indumenti artificiali ebbe inizio dopo la caduta: Allora si apersero gli occhi di ambedue e si accorsero di essere nudi; così cucirono delle foglie di fico e fecero delle cinture per coprirsi. (Genesi 3:7)
Affidandosi alla propria intraprendenza, Adamo ed Eva cucirono delle foglie di fico per ricavarne delle cinture con cui nascondere la loro vergogna. Non avendo mai assistito alla morte, probabilmente si aspettavano che le foglie fungessero da travestimento duraturo, ma quando le foglie appassirono, la soluzione improvvisata dalla coppia caduta fallì.
Dio mostrò loro che una vera copertura avrebbe richiesto un sacrificio: «Poi l’Eterno DIO fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì.» (v. 21). Il Creatore spiegò che, per poter essere adeguatamente coperti, sarebbe stata necessaria la morte di un altro essere vivente. In contrasto con le loro esili cinture di foglie di fico, Dio fornì loro tuniche resistenti. L’umanità si era confezionata fragili «minigonne»; Dio fornì vesti durature di pelle, indicando che la vergogna del peccato non può essere coperta dallo sforzo umano.
Perché indossiamo i vestiti?
L’abbigliamento, quindi, nacque come copertura concessa da Dio per grazia, ma è ancora un principio biblico importante circa 6.000 anni dopo? Esploriamo la questione e vediamo cosa scopriamo.
1. Il motivo per cui Dio istituì l’abbigliamento era quello di coprire la nudità di Adamo ed Eva, che rimane la ragione principale per cui indossiamo i vestiti oggi: la modestia.
Le tendenze della moda odierna tendono a una maggiore esposizione e a una minore modestia. Con corpi poco coperti che compaiono sui cartelloni pubblicitari e persino su siti web “adatti alle famiglie”, è facile per i cristiani diventare insensibili e accettare, o addirittura adottare, un abbigliamento poco modesto nella vita quotidiana.
Dobbiamo resistere a queste tendenze, ma soprattutto quando ci rechiamo ad adorare il Signore! Dobbiamo assicurarci che tutto ciò che indossiamo sia abbastanza lungo, abbastanza basso e abbastanza ampio da coprire i nostri corpi, perché siamo alla presenza di un Dio santo. Ricordate, gli angeli che circondano il trono di Dio, che prestano servizio alla Sua presenza, si coprono il volto e i piedi e gridano: «Santo, santo, santo» (Isaia 6:2, 3).
2. Un altro motivo per cui indossiamo i vestiti è quello di proteggerci dalle intemperie e dai climi rigidi. In alcune parti del mondo, i vestiti servono a tenerci al caldo; in altre, devono mantenerci freschi e proteggerci dall’eccessiva esposizione al sole o al vento.
Quando l’apostolo Paolo era in prigione, sapeva che gli restavano pochi giorni da vivere. In una lettera al suo caro amico Timoteo, scrisse: «e il tempo della mia dipartita è vicino. Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbato la fede.» (2 Timoteo 4:6, 7). Alla fine della lettera, incluse diverse richieste speciali: «Quando verrai porta il mantello che ho lasciato a Troade presso Carpo e i libri, soprattutto le pergamene.» (v. 13).
A quei tempi, gli unici lussi di cui un prigioniero poteva godere, dovevano essere forniti da amici e familiari. Paolo stava invecchiando ed era sensibile al freddo. Capisco perfettamente quando Paolo chiede di portargli in fretta il mantello (v. 9), prima dell’inverno! (v. 21). Per me è più facile sopportare il caldo che il freddo quindi sono grato a Dio per averci dato gli indumenti che ci proteggono dalle intemperie.
3. Indossiamo i vestiti anche per dimostrare rispetto. Ciò che indossiamo dice qualcosa su ciò che stiamo facendo, dove stiamo andando e chi abbiamo intenzione di incontrare.
A ogni occasione corrisponde un abbigliamento diverso. Ad esempio, non indosseresti lo stesso abbigliamento per andare a fare un picnic con la tua famiglia e per andare a lavorare in un cantiere edile. Allo stesso modo, quando ti rechi a rendere culto al Signore, non indosseresti gli stessi vestiti che metteresti per andare in spiaggia.
Potreste dire: «Non importa cosa indossiamo in chiesa, perché Dio guarda al cuore». È certamente vero che alcuni fedeli o ospiti potrebbero non essere in grado di presentarsi con un abbigliamento adeguato alla chiesa; spero comunque che vengano, perché Dio li benedirà!
Eppure molti fedeli si presentano in chiesa vestiti come se l’occasione fosse solo un incontro informale, anche se nell’armadio hanno abiti più appropriati. La maggior parte delle persone, se invitata a cena a casa del governatore, non indosserebbe i jeans. Che tristezza mostrare più rispetto per un leader terreno che per il Re dell’universo! Quando ci presentiamo al cospetto del Signore, dovremmo indossare il nostro abito migliore — qualunque esso sia.
4. Indossiamo i vestiti anche come segno di riconoscimento. Ad esempio, è fondamentale poter riconoscere gli agenti di polizia, che di solito indossano l’uniforme proprio per questo motivo. Quando sono in incognito, non è possibile individuarli tra la folla. Se ti trovassi nei guai, dovresti sperare che siano loro a notarti.
Durante una guerra, è importante che i soldati statunitensi indossino uniformi che li identifichino come americani, in modo da non essere colpiti dal fuoco amico. Ai tempi della Bibbia, Giacobbe regalò a Giuseppe una tunica multicolore (Genesi 37:3), che era un antico simbolo di regalità riservato ai bambini speciali. Anche le figlie del re Davide indossavano mantelli dai molti colori (2 Samuele 13:18), che le identificavano come membri della famiglia reale.
Nel Nuovo Testamento, Giovanni Battista spiccava tra la folla perché indossava abiti semplici e modesti, in netto contrasto con gli abiti sfarzosi prediligiti dai capi religiosi del suo tempo. Marco 1:6 afferma che il profeta indossava una tunica di pelo di cammello e una cintura di cuoio. Gli ebrei che vedevano Giovanni pensavano al profeta Elia, che indossava anch’egli una tunica di pelo e una cintura di cuoio (2 Re 1:8).
Si dice che non si dovrebbe giudicare un libro dalla copertina, ma la maggior parte delle persone lo fa. Se un editore vuole che un libro venda bene, è meglio che abbia una bella copertina. Allo stesso modo, anche se le persone non dovrebbero giudicare gli altri solo in base ai vestiti che indossano, probabilmente in una certa misura lo faranno. Quindi, come cristiano, è meglio non indossare nulla che possa identificarti come qualcuno che non segue Cristo, perché la tua testimonianza potrebbe essere compromessa.
Allora, cosa dovremmo indossare?
La Bibbia menziona diverse cose che dovremmo ricordarci di indossare.
Una cosa che i cristiani dovrebbero indossare è un sorriso. Non sto scherzando!
Giobbe 9:27 dice: «Voglio dimenticare il mio lamento, deporre il mio aspetto triste e mostrarmi contento». Il popolo di Dio dovrebbe desiderare di assumere un’espressione gioiosa. Molti di noi potrebbero fare molto di più per testimoniare di Gesù semplicemente mostrandosi più felici. Troppi cristiani vanno in giro con un’aria come se fossero stati battezzati nel succo di limone; poi si chiedono perché i loro amici e familiari non siano interessati ad ascoltare la loro testimonianza. Molti più cercatori vorrebbero diventare cristiani se mostrassimo gioia nel nostro rapporto con Gesù.
Dobbiamo anche indossare l’armatura di Dio. In “I vestiti nuovi dell’imperatore” di Hans Christian Andersen, due truffatori adulano un sovrano vanitoso con un tessuto falso che è “invisibile” a chiunque sia indegno o sciocco. L’imperatore, incapace di vederlo e preoccupato per la propria reputazione, finge di ammirare la presunta raffinatezza della lavorazione e dei colori. I truffatori lo vestono con quelle «vesti» e lo esortano a sfilare in pubblico. Anche i cortigiani e i cittadini, temendo di trovarsi in imbarazzo, si uniscono alla finta ammirazione. Alla fine, un bambino dice la verità: l’imperatore è completamente nudo.
Quando parliamo dell’armatura di Dio, non stiamo descrivendo abiti immaginari. Efesini 6:11 dice: «Indossate l’armatura completa di Dio, affinché possiate resistere alle insidie del diavolo». La Bibbia ci esorta a indossare l’elmo della salvezza, la corazza della giustizia, la spada dello Spirito, la cintura della verità e il vangelo della pace (vv. 14–17). Come fece nell’Eden, Dio ci fornisce questi indumenti, ma tu ed io dobbiamo trovare il tempo per indossarli ogni giorno.
Lo facciamo, ad esempio, custodendo la Parola di Dio nei nostri cuori e nelle nostre menti e portandola con noi ovunque andiamo. Questi vari strumenti sono esattamente quelli che Gesù utilizzò per combattere il diavolo nel deserto (Luca 4:1–13), e sono a nostra disposizione.
Se vogliamo essere efficaci nel collaborare con Gesù a salvare gli altri, dobbiamo essere adeguatamente vestiti. Romani 13:12 ci dice: «La notte è avanzata e il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.». Gesù disse che le persone dovrebbero guardarci e vedere che abbiamo una luce. «Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli» (Matteo 5:16).
I nostri vestiti contano?
In Matteo 22, Gesù racconta una parabola su un re che organizza un banchetto di nozze. Per i suoi ascoltatori era chiaro che, quando il re dovette recarsi lungo le strade e i sentieri per invitare le persone al banchetto nuziale, coloro che avrebbero risposto all’invito erano troppo poveri per possedere abiti adatti a un matrimonio regale. Pertanto, il re dovette fornire gli abiti a proprie spese. Incredibilmente, però, qualcuno si presentò senza l’abito nuziale. Quella persona non aveva alcuna scusa (v. 12); semplicemente non si era preso il tempo di indossare l’abito che gli era stato fornito. Allora il re disse ai servi: “Legatelo mani e piedi, prendetelo e gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti”. (v. 13).
Allo stesso modo, quando Gesù tornerà, dovremo indossare l’abbigliamento adeguato. Mariti, amate le vostre mogli, proprio come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei, per santificarla e purificarla con il lavacro dell’acqua mediante la parola, affinché la presentasse a se stesso come una Chiesa gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e
irreprensibile (Efesini 5:25–27). Forse starete pensando: «Come faccio a procurarmi abiti senza macchie né rughe?»
In Apocalisse 3:18, Gesù dice: «Ti consiglio di comperare da me dell’oro affinato col fuoco per arricchirti, e delle vesti bianche per coprirti e non far apparire così la vergogna della tua nudità,». Le nostre vesti bianche e pure provengono da Gesù. La grande notizia è che Egli non ci chiede alcun prezzo per averle; la salvezza è un dono gratuito (Romani 6:23). Il Signore non vuole altro che l’oro della nostra fede e l’argento del nostro amore.
La domanda successiva che potresti farti è: «Una volta ottenuta la veste, come faccio a mantenerla pulita?»
Apocalisse 7:14 ci dà la risposta. Le nostre vesti vengono lavate nel sangue dell’Agnello. Quando ti avvicini a Gesù, Egli ti dona una veste bianca immacolata. Questa è la giustificazione, il che significa che ti presenti al Signore così come sei ed Egli ti copre con la Sua veste perfetta di giustizia. Quello che segue è la santificazione, un processo in cui impari a mantenere pulita quella veste e durante il quale il tuo carattere viene purificato dal sangue dell’Agnello. Ricorda solo che, sebbene il Suo sangue sia prontamente disponibile, non vogliamo sporcare con noncuranza le vesti pure che Egli ci dona.
Autore: Doug Batchelor
Fonte: 1Q 2026 1 marzo 2026