L’espressione «il fumo del loro tormento sale nei secoli dei secoli» significa che le fiamme dell’inferno non si spegneranno mai?

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Il termine tradotto come “per sempre” nella Bibbia non significa sempre “senza fine”. Infatti, la Bibbia usa questo termine 56 volte in riferimento a cose che sono già terminate. (A volte sarà necessario cercare la parola “ever” in una concordanza per individuarle.) Ad esempio, in Esodo 21:1–6, lo schiavo ebreo doveva servire il proprio padrone «per sempre», ma era ovvio che ciò valesse solo per tutta la durata della sua vita. Anna portò suo figlio Samuele alla casa di Dio affinché vi rimanesse «per sempre» (1 Samuele 1:22), ma limitò chiaramente quel periodo a «finché vivrà» (versetto 28).

Il termine è chiaramente definito nel Salmo 48:14: «Poiché questo è Dio, il nostro Dio per sempre e in eterno; Egli sarà la nostra guida fino alla morte». La desolazione di Edom doveva durare «per sempre» (Isaia 34:10), eppure sappiamo che non arde più, ma, come dice la Bibbia, giace «in rovina».

Secondo queste definizioni del termine «per sempre», gli empi soffriranno finché continueranno a vivere nel fuoco. Allora, come afferma la Bibbia, «gli empi […] saranno distrutti per sempre» (Salmo 92:7). Ciò significa che quando l’opera del fuoco sarà compiuta, esso si spegnerà. La Bibbia dice che questi fuochi li «bruceranno» e non lasceranno loro «né radice né ramo», lasciando «cenere sotto le piante dei vostri piedi» (Malachia 4:1–3).

E così la punizione dei malvagi sarà definitivamente conclusa. Non si tratta di uno stato di tormento eterno, che dipingerebbe Dio come un sadico malvagio. Il nostro amorevole Signore cancellerà il peccato dall’esistenza perché sa che alla fine distruggerebbe il nostro mondo e tutti coloro che vi abitano.